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Videos Gavi: Pressentaz/Storia/Leggenda - Capitale dei Lemurini - Il Forte - Il Cortese - Di Gavi in Gavi


 

                                                    Prima parte                      Seconda parte e altre foto 

Coloro che giungono a Gavi, anche per una gita di poche ore, possono visitare monumenti ricchi di storia millenaria come il Forte, che domina l'abitato, il Portino, la Chiesa Parrocchiale di San Giacomo, gli oratori e molti edifici e reperti archeologici che testimoniano la grandezza e lo splendore che furono di questo antico borgo.
È d'obbligo poi raggiungere il centro della cittadina per visitare i numerosi negozi e le botteghe artigiane, nonché gustare le specialità enogastronomiche, come gli amaretti, i ravioli (si dice siano stati inventati proprio qui) e l'immancabile "Gavi", il famoso delicato e ottimo vino bianco che della città porta il nome.
E grazie al terreno particolarmente fertile, al clima ideale e soprattutto alla tenacia dell'uomo, che la vite, da queste parti, premia le fatiche con raccolti di uve pregiate che, attraverso una sapiente vinificazione, producono questo vino rinomato anche in campo internazionale.
La leggenda narra che la principessa Gavia, figlia di Clodomiro re dei Franchi, sposatasi contro il volere della corte, giunse a Gavi per sfuggire alle truppe del re. Qui gli sposi vi trovarono acque, boschi e pace, tanto da decidere di fermarsi. Scoperti, i due, con il permesso del Papa, poterono stabilirsi ugualmente a Gavi e la regina dei Goti, Amalasunta, assegnò loro il potere sul territorio.
La principessa era bella e cortese; da  qui il nome del vitigno che da origine al Gavi. Molteplici e interessanti sono le manifestazioni che si svolgono su tutto il territorio gaviese; tali proposte hanno il duplice obiettivo di conservare e far conoscere ai turisti quello che è la cultura, la tradizione, la enogastronomia del territorio gaviese.
 

 

Those who arrive in Gavi, even for a trip of a few hours, can visit monuments of thousand-year history as the Fort, which dominates the town, the Portino, the Parish Church of San Giacomo, local small churches and many buildings and archaeological finds witness the grandeur and splendor that were of this ancient village.
You must then reach the center of the town to visit the many shops and craft shops, as well as enjoy the gastronomic specialties, such as amaretti, ravioli (said to have been invented here) and the inevitable "Gavi", the famous delicate and excellent white wine that the city is named.is (named as the city)
And thanks to the fertile soil, ideal climate and especially the tenacity of man, that lives around here, rewards hard work with crops of quality grapes which, through a careful winemaking produces this wine also renowned internationally.
A Legend tells that Princess Gavia, daughter of Clodomiro king of the Franks, who married against the wishes of the court, came to Gavi to escape the king's troops. Here the couple  found water, forests and peace, and they decided to stop. Discovered the two, with the permission of the Pope, could settle in Gavi and the Queen of the Goths, Amalasunta, gave them authority over the territory.
The princess was beautiful and "cortese"; hence the name of the grape variety that originates the Gavi. Multiple and interesting are the events that take place throughout the Gavi; These proposals have the dual objective of preserving and making known to tourists its culture, the tradition, the gastronomy of the region Gavi.


Gavi vista da Sud.

CENNI STORICI
Gavi ha origini molto antiche e piuttosto incerte; ritrovamenti fanno supporre l'esistenza della stazione neolitica di Cavatium da cui il latino Gavium.
Le cronache citano l'esistenza di un "castello" sulla vetta della roccia di Gavi: in esso, la leggenda vuole che trovasse rifugio dai suoi persecutori la principessa Gavia. Caduto l'impero romano, Gavi rimase d'ambito bizantino, poi franco. Il ritrovamento di resti di armi arabe documenta la presenza dei Saraceni (X secolo): da allora la parte est del monte è denominata appunto Monte Moro.
Notizie storiche certe sul Castello di Gavi si hanno nel 973. In quel periodo Gavi apparteneva alla famiglia degli Obertenghi. Da questi discese il ramo marchionale che dal XII secolo assunse il titolo "di Gavi". Primo marchese di Gavi fu Guido, insediatosi in loco intorno al 1065, il quale verso il 1116 cedette il marchesato al figlio Alberto.
Durante il lunghissimo dominio di Alberto (60 anni), Gavi, contornata da potenze in netto sviluppo quali il vasto comune di Tortona, il Marchesato Aleramico e Genova, e in posizione commercialmente strategica, vide svilupparsi la sua potenza e diventare pedina ambitissima.Gavi si trovò spesso al centro di dispute e di alleanze, godendo di un periodo sereno solo durante il dominio dell'imperatore di Svevia Federico 1, noto come Barbarossa, legato da amicizia ai marchesi di Gavi ed in possesso di una torre sul Castello in cui soggiornò più volte.
Alla morte del Barbarossa (1190) le sorti del marchesato di Gavi andarono sempre più declinando fino a quando il 16 settembre 1202 con atto ufficiale, passarono ai Genovesi il borgo, il castello e la curia, composta da Tassarolo, Pasturana, Montaldo (Rigoroso), Amelio, Croce e Gottorba, e tutto il loro territorio oltre Scrivia. Da allora le vicende di Gavi e del suo Forte furono ,strettamente collegate a quelle della Repubblica di Genova.
 

 

BACKGROUND
Gavi has ancient origins and rather uncertain; findings suggest the existence of the Neolithic station of Cavatium from which the Latin Gavium.
The chronicles mention the existence of a "castle" on the top of the Gavi rock : in it, according to legend, found refuge from his persecutors Princess Gavia. When the Roman Empire dropped, Gavi remained of the Byzantine context, then the franc. The discovery of the remains of Arab weapons documents the presence of the Saracens (X century) and since then the eastern part of the mountain is actually called Monte Moro.
Certain historical reports of Castle Gavi you have in 973. At that time belonged to the family of Gavi Obertenghi. From these descended the branch of marquis that in the twelfth century assumed the title "Gavi". First Marquis of Gavi was Guido, took office on site around 1065, which gave way in 1116 to his son the Marquis Alberto.
During the long rule of Alberto (60 years), Gavi, surrounded by powers in net development such as the large town of Tortona, the Marquisate Aleramic and Genoa, plus its commercially strategic location, saw the development of its power and become a wished pawn. .Gavi often found itself at the center of disputes and alliances, enjoying a serene period only during the rule of Emperor Frederick of Swabia 1, known as Barbarossa, connected by friendship to the Marquises of Gavi and in possession of a tower on the castle where he stayed more times.
On the death of Barbarossa (1190) the fate of the Marquisate of Gavi went increasingly declining until September 16-1202, by an official act, passed to the Genoese the village, the castle and the curia, included Tassarolo, Pasturana, Montaldo (Rigoroso) , Amelio, Croce and Gottorba , and all their territory over Scrivia. Since then the story of Gavi and its Fortress were closely related to those of the Republic of Genoa.


Gavi vista da ponente

Nel decennio 1348-1358 Gavi ed il suo Castello -torna sotto il dominio della nobile famiglia dei Visconti. Nel 1359 Gavi ritorna in possesso della Repubblica di Genova seguendone le vicissitudini, fino a quando, tra alterne vicende, ritorna ai Visconti. La seconda signoria dei Visconti ha inizio nel 1418, aoi il castello viene ceduto ai Fregoso e, nel 1468, alla famiglia dei Guasco di Alessandria. Nel 1528 Gavi e il suo Forte ritornano sotto il dominio della Repubblica di Genova.
Si apre finalmente un lungo periodo di pace. Nel 1625, Gavi ed il suo Castello furono interessati dalla guerra tra Genova ed i Franco-Piemontesi. In tale occasione sostò a Gavi il celebre Cartesio, filosofo e matematico francese (1596-1650). Verso la metà del '700 la fortezza di Gavi fu per un breve periodo sotto il dominio austriaco che durante il periodo napoleonico fu teatro di battaglia tra le truppe francesi e quelle austriache.
Infine, in seguito al trattato stipulato tra Francia, Austria ed Inghilterra, nel 1814, la repubblica di Genova fu soppressa ed il suo territorio fu trasferito sotto il dominio del Re di Sardegna Vittorio Emanuele I.

 

In the decade 1348-1358 Gavi and its castle turn  under the rule of the noble family of the Visconti. In 1359 Gavi turn back in possession of the Republic of Genoa following its vicissitudes, until, after ups and downs, turn back to the Visconti. The second rule of the Visconti begins in 1418, the castle was sold to Fregoso and, in 1468 to the family of Guasco of Alexandria. In 1528 Gavi and its Fort goes back under the rule of the Republic of Genoa.
This finally opened a long period of peace. In 1625, Gavi and its castle were involved in the war between Genoa and the French-Piedmontese. On that occasion stayed in Gavi the famous Renè Descartes, French philosopher and mathematician (1596-1650). Towards the middle of the '700 the fortress of Gavi was briefly under Austrian rule; during the Napoleonic period was the scene of battle between the French and the Austrians.
Finally, following the treaty between France, Austria and England, in 1814, the republic of Genoa was abolished and its territory was transferred under the rule of the King of Sardinia Vittorio Emanuele I.

 Seconda parte e altre foto 


Gavi dal Forte.

IL FORTE DI GAVI
Data la posizione strategica si suppone l'esistenza di una roccaforte fin dal periodo preromano o più sicuramente romano. Nel periodo medioevale il Forte si presentava come un castello ornato da due torri a pianta trapezoidale e con alte mura che lo rendevano inviolabile dai mezzi di guerra dell'epoca.
Quando, nell'assedio del 1625, l'esercito francese e savoiardo impiegò per la prima volta l'artiglieria si comprese che la struttura del Forte non era più adeguata. I rettori della Repubblica di Genova si convinsero della necessità di irrobustire il castello e per far questo fu incaricato uno dei più grandi esperti di costruzioni militari, il Fiorenzuola.
I lavori iniziarono nel 1626 e durarono 4 anni trasformando il castello nell'attuale possente fortezza.
La Fortezza poteva ospitare una guarnigione che poteva raggiungere i 1000 uomini.
 L'ultima battaglia di cui fu teatro il Forte è del periodo napoleonico, quando fu l'unico caposaldo francese in Italia a non capitolare agli austro-russi prima della vittoria di Napoleone a Marengo, il 14 giugno 1800.
Nella seconda metà dell'800 la fortezza fu disarmata (decreto del 12 novembre 1854) e divenne reclusorio penale, rimanendo tale fino al 1907.
Durante le due guerre mondiali fu utilizzata come campo di prigionia.

Il Forte di Gavi è, oggi, affidato alla Soprintendenza dei Beni Ambientali e Architettonici del Piemonte che ne ha curato i numerosi restauri e che continua nella sua opera di ricerca e di recupero.

 

FORT of GAVI
Given the strategic location it is assumed that there is a stronghold since pre-Roman times or more definitely Roman. In medieval times the fort was presented as a castle adorned by two trapezoidal towers and by high walls that made inviolable by means of war era.
When, in the siege of 1625, the French army and Savoy took the artillery for the first time it was realized that the structure of the Fort was no longer adequate. The rectors of the Republic of Genoa were convinced of the need to fortify the castle and to do this was charged one of the greatest experts in military buildings, the Fiorenzuola.
Work began in 1626 and lasted four years transforming the castle in the current mighty fortress.
The fortress could accommodate a garrison which could reach 1000 men.
The last battle which was the scene of the Fort is the Napoleonic period, when it was the only French stronghold in Italy not to capitulate to the Austro-Russians first of Napoleon's victory at Marengo, June 14, 1800.
In the second half of the 800 the fortress was disarmed (Decree of 12 November 1854) and became a criminal jail, and remained so until 1907.
During the two World Wars was used as a prison camp.
The Forte di Gavi is today entrusted to the Department of Environmental and Architectural Heritage of Piedmont who oversaw numerous restorations and continues the task of search and recovery.

Carceri Bastione di Mezzaluna Santabarbara Porta San Tommaso Baluardo San Tommaso Bastione San Antonio Porta Altoforte Maschio o Altoforte Baluardo San BernardoBastione Santa Maria Bastione San Giovanni Evangelista Sala Convegni
Vecchia stampa di Gavi: Si noti le mura ai lati del Forte che scendono a chiudere la città.
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Cliccate i links della foto per aprire e vedere all'interno del forte.







Dal Forte: A sinistra il Campo Sportivo, sullo sfondo la Piscina Comunale e i capannoni della Bocciofila.
                                                                                                        
 Seconda parte e altre foto 

                                        Gavi ai piedi del Forte.
 
                    Periferia Ovest

Orario visite al Forte:
Dalle ore 9,30 visite guidate ogni ora fino all'ultima alle ore 15,30; chiuso il lunedì (eccetto quello di Pasqua e la settimana della cultura), Natale e Capodanno.
Per i gruppi è necessaria la prenotazione da effettuarsi via telefonica.
Per visite singole non occorre la prenotazione.
La visita è sempre guidata da personale specializzato del Forte.
Tel. 0143-642679

Prezzo del biglietto di entrata:
Al di sotto dei 18 anni e sopra i 65 i visitatori non pagano
Scolaresche ingresso gratuito
Biglietto 18 - 25 anni: 1 euro
Biglietto intero: 2 euro
Ridotti: insegnanti senza scolaresca, personale dello stato, studenti universitari in materia di Beni architettonici e culturali.

Dettagliate informazioni sugli orari al seguente link:
http://www.fortedigavi.it/fdg/wp-content/uploads/2015/04/Forte_Orari_2017_aggiornati2.pdf

Visiting hours of the Fort:
From 9,30 guided tours every hour until the last at 15.30; closed on Mondays
(
Open the Monday of Easter, Christmas, New Year and "
The week of culture").
Groups Reservations are required to be made by telephone.
For individual visits do not need a reservation.
The visits are guided by skilled staff of the Fort.
Tel. 0143-642679

Ticket price of entry:
Under 18 and over 65 visitors do not pay
School groups free admission
Ticket 18 to 25 years: 1
Full price: 2
Reduced ticket price: teachers without pupils, State staff , college students of Architectur
e.

Fine della Prima parte

                         Seconda parte e altre foto 
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